Fiasp invita gli sportivi amatoriali a stare a casa

Anche la Fiasp (Federazione italiana amatori sport per tutti) Verona, che raccoglie al suo interno diverse realtà del Basso veronese, prova a fare la sua parte nella lotta al Coronavirus.

Come ci racconta Nicola Baldin, consigliere del Comitato provinciale. «La nostra è un’associazione di gruppi, comitati, società sportive e singoli soci molto attiva nel nostro Basso veronese. Affiliati sono molti gruppi del Legnaghese come Sanvitese, Sampietrina, Anget, Le rane di Vangadizza, la Stralegnago, e i gruppi di Castagnaro, Spinimbecco, Roverchiara, Albaredo, per citarne solo alcuni. E ci teniamo a far sapere che anche Fiasp si unisce e condivide l’appello di rimanere a casa lanciato da molti nostri sindaci e ora, a maggior ragione, con l’ordinanza che vieta qualsiasi corsa e passeggiata all’aperto anche in solitaria. Già dall’ inizio dell’epidemia tutte le società e i gruppi organizzatori hanno accolto l’invito (poi divenuto obbligo) di sospendere tutte le manifestazioni ludico motorie all’aperto che prevedevano un grosso assembramento di persone; talvolta anche alla stessa mattina quando tutto era già pronto; e li ringraziamo di cuore per la responsabilità e sensibilità dimostrata. Tutto ciò per dare a chiunque un messaggio civico di gravità della situazione. In questo momento di grave emergenza sanitaria invitiamo ancora una volta ognuno di noi a fare la sua parte con responsabilità e senso civico: rimaniamo a casa, e anche se ciò ci costa sacrificio rinuciamo alle passeggiate e corse anche in solitaria, per il bene nostro e di tutti. Fiasp sta a casa».

Un concetto ribadito anche dal presidente nazionale della federazione, Alberto Guidi, che ha lanciato un pubblico appello in tal senso: «Facciamo tutti questo sacrificio di essere asociali, come ora si usa dire, riorganizzando i contatti ed i rapporti umani, rinviando la positività dello stare insieme a tempi migliori, lo richiede una intera nazione, evitiamo di muoverci sia in gruppo sia in solitaria. Superata questa emergenza si potrà riprendere, con nuovo entusiasmo e vigore, traendo frutto da una esperienza che potrebbe renderci tutti migliori, meno ossessivi ed intransigenti e ritrovare con la gioia di aver fatto il nostro civico dovere, il piacere dello stare insieme».

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