Problemi per le nomine ai vertici della Casa di riposo di Legnago

Non bastassero i “mal di pancia” legati alla vicenda “Legnago servizi”, ci sono anche le nomine per il futuro vertice della Casa di riposo di Legnago a turbare i rapporti interni alla coalizione che guida da un anno la città. Sì, perché il sindaco Graziano Lorenzetti è chiamato a gestire le aspirazioni di coloro che, a vario titolo, hanno contribuito alla sua vittoria elettorale, chiedendo ora il riconoscimento al proprio apporto.

Un problema sorto, in verità, già pochi giorni dopo la conquista di Palazzo de’ Stefani, quando al primo cittadino è toccato il compito di comporre la sua Giunta, scontentando qualcuno sia in casa leghista (nello specifico, il commissario della sezione del partito, Maurizio De Lorenzi, che fino all’ultimo si è giocato l’assessorato allo Sport e alla Sicurezza con Luca Falamischia, su cui è poi caduta la scelta), sia tra le fila della “Lista Lorenzetti”, preferendo Daniela De Grandis a Giuliana Frison per il ruolo di assessore al Bilancio, nonostante la seconda avesse preso molti più voti. Quindi, ecco gli screzi per il Comitato di gestione della Fondazione Salieri, con l’esclusione di Roberto Bronuzzi (che puntava addirittura alla presidenza), che ha sancito la defintiva rottura all’interno della civica che porta il cognome del sindaco.

Successivamente si è innestato il “caso Le. Se.”, e ora ecco che anche il futuro Cda dell’istituto per anziani promette scintille, dato che anche qui sono molti più gli aspiranti che i posti disponibili. A partire dalla presidenza, dove fino a poco tempo fa pareva certo – e senza rivali – Michele Menini, che nel board dell’ente è già stato come consigliere. Ma ora la successione a Mario Verga potrebbe interessare anche ad altri, qualora rimanessero delusi per quanto riguarda precedenti aspirazioni. Emblematico, in tal senso, il caso di Riccardo Filippini, che ha rinunciato a entrare in Consiglio comunale proprio in prospettiva di essere designato in qualche ente, e per questo viene citato in ogni possibile “toto-nomine”.

Per gli altri quattro posti disponibili nel Cda, pare destinata alla vicepresidenza la stessa Frison, mentre un posto potrebbe andare all’altra civica della coalizione, “Scelgo Legnago”. Per la Lega, invece, spinge per un “posto al sole” Nadia Zanini, prima dei non eletti nella lista del Carroccio.

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