Fusione S. Pietro di Morubio-Isola Rizza, Elisa De Berti teme vinca il “No”

Nel dibattito sul destino della fusione tra i comuni di Isola Rizza e San Pietro di Morubio, irrompe come un fulmine a ciel sereno la previsione negativa dell’assessore regionale ai Lavori pubblici, Elisa De Berti, già sindaco isolano, che con un post su Facebook ha espresso tutte le sue perplessità: «Non credo che il referendum passerà, anche perché è un passaggio notevole, e spesso i cittadini non ne comprendono il valore; l’unica cosa che mi dispiace è che si perde una grande occasione. Quando ero sindaco avevo molte perplessità sulla fusione a quattro, più convinta invece per una fusione a due con San Pietro di Morubio. In ogni caso siamo in democrazia e i cittadini saranno artefici del loro futuro».

Ma perché questo pessimismo, da parte dell’ex primo cittadino? De Berti sembra temere che, quella che lei ritiene essere la disinformazione dei contrari, possa attecchire. E, non a caso, nel medesimo post, scrive: «Certi post contro il progetto fusione Isola Rizza – San Pietro di Morubio non si possono leggere, oltre che essere ridicoli. Conoscere bene la storia che sta alle spalle del “No” e i motivi che li attivano mi fa venire il voltastomaco. Anche io faccio parte di un partito politico, ma non svenderei mai i cittadini per un mero interesse personale mio o di terzi. E ricordiamoci sempre che se oggi il Comune di Isola Rizza è già una scatola vuota (nessuna funzione e nessun dipendente), gli autori sono stati proprio coloro che dai banchi della minoranza oggi gridano di votare no. Un po’ di coerenza servirebbe nella vita».

Successivamente, nei commenti al post, De Berti va giù ancora più dura: «Mi sembra un comitato del “No” basato sulle menzogne e l’inganno al cittadino. Almeno, chi informa per il “Sì” dice la parte buona e la parte cattiva».

Poi, la frase più “interessante” politicamente: «Il “No” ha dei fans a Oppeano. Vi ricordo che i comuni grossi non hanno nessun vantaggio ad avere dei competitors nelle scelte territoriali. Meno sono e meglio è». Che il riferimento a Oppeano sia una frecciata, più o meno velata, al collega di partito Alessandro Montagnoli?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *