Punto di primo intervento di Bovolone, botta e risposta tra i consiglieri regionali Montagnoli e Brusco

Nelle scorse settimane, il consigliere regionale Manuel Brusco (M5s) aveva rinnovato le sue preoccupazioni verso le politiche socio-sanitarie della Giunta veneta guidata dal presidente Luca Zaia.

Perplessità cui si è sentito in dovere di ribattere un altro rappresentante di Palazzo Ferro Fini, il leghista Alessandro Montagnoli: «Prendono forma gli effetti delle schede regionali sulle strutture ospedaliere di Legnago e Bovolone e ora il Pd e i 5 Stelle, che hanno diffuso innumerevoli fake news, dovranno mettersi il cuore in pace. Basta falsità. Le accuse mosse erano totalmente infondate. Ora siamo passati dalle parole ai fatti, ma bisogna essere onesti nei confronti dei cittadini. Le scelte fatte sulle schede ospedaliere dimostrano l’attenzione verso il territorio da parte della Regione Veneto, che durante il coronavirus ha dimostrato con il presidente Luca Zaia e l’assessore regionale alla Sanità Manuela Lanzarin di essere stata la migliore d’Italia nella gestione dell’emergenza».

A queste affermazioni dell’ex sindaco di Oppeano, è arrivata pronto la controreplica di Brusco: «Non capisco a cosa alluda il consigliere Montagnoli, a proposito dei benefici delle schede ospedaliere, che sostengo e ho contribuito a far approvare dal Consiglio regionale Veneto. Quando parla, però, parla di effetti già visibili, fa solo propaganda. Basta leggerle. Le schede ospedaliere votate dal Consiglio regionale prevedono, per la struttura di primo soccorso dell’ospedale “San Biagio” di Bovolone, la diagnostica, la possibilità di effettuare analisi più approfondite, ma non si è mai provveduto a installare a Bovolone la strumentazione necessaria per garantire tale servizio sanitario. Parlo di radiologia 24 ore, Tac in primis. Quindi di quali effetti stiamo parlando?».

«La questione – prosegue Brusco non è lo strumento delle schede ospedaliere che, lo ripeto, ho sostenuto personalmente, ma l’effettivo, visto che sono legge di fatto. Ricordo che solo l’ospedale di Bovolone è stato penalizzato dall’emergenza Covid, essendo l’unico Punto di Primo Intervento chiuso in tutto il territorio regionale. Continuerò ad occuparmi dell’ospedale di riferimento del mio territorio, dove sono nato e vivo. Se qualcuno si è infastidito della mia attività gli comunico che non mollerò di un centimetro e mi batterò perché i cittadini abbiano i servizi che spettano loro, nel rispetto della legge».

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