Un “Live aid” per la Bassa

Ieri, 35 anni fa, si teneva “Live aid”, un mega-concerto, svoltosi in due location contemporaneamente – Londra (Inghilterra) e Philadelphia (Usa) – organizzato dagli artisti anglosassoni Bob Geldof e Midge Ure e trasmesso via satellite in tutto il mondo, con lo scopo di raccogliere fondi da destinare al contrasto della carestia che stava colpendo l’Etiopia in quegli anni.

Tornato in auge ultimamente grazie al film su Freddie Mercury e i Queen – che tennero una memorabile esibizione sul palco dello stadio di Wembley (come, tra gli altri, anche gli U2) – è stato replicato e declinato in diverse forme e con diversi obiettivi.

In virtù di questa ricorrenza, ci siamo chiesti se fosse possibile organizzare qualcosa di simile, chiaramente con le dovute proporzioni, sul e per il nostro territorio.

Un “concertone” che coinvolga i tanti artisti locali, dando loro la possibilità di esibirsi e mettersi in mostra dopo i mesi di “silenzio forzato” e, al contempo, far sì che questo evento faccia da traino per raccogliere fondi da destinare a chi, nell’emergenza Covid-19, si è trovato ad affrontare delle difficoltà economiche e di sostentamento. Bastano uno spazio all’aperto con accessi limitati, una diretta streaming e un conto corrente su cui poter donare. Qualcuno ci pensi.

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