Legnago, il consigliere Guarino costretto a “traslocare”

La maggioranza ha deciso: il consigliere comunale “ribelle” Angelo Guarino dovrà traslocare nei banchi delle minoranze.

E’ quanto deliberato ieri nel Consiglio comunale di Legnago, a chiusura di una vicenda che si trascinava da mesi, ossia da quando Guarino aveva rotto con il resto dello coalizione che sostiene la Giunta guidata dal sindaco Graziano Lorenzetti, accusando senza tanti mezzi termini i “compagni di viaggio” di essere più interessati alle “poltrone” che al bene della cittadinanza. Di lì, l’uscita dal gurppo consiliare della Lega, nella cui liste era stato eletto da indipendente, e il passaggio al Gruppo misto, palensando la volontà di tenersi le mani libere e di votare secondo coscienza, senza però dichiararsi apertamente all’opposizione dell’Amministrazione che anche lui ha contribuito a far eleggere.

Non a caso, alla riprese dei lavori in aula dopo lo stop imposto dall’emergenza Coronavirus, Guarino ha continuato a sedersi dalla parte della maggioranza, seppur negli spazi normalmente riservati al pubblico dato che, per garantire le distanze anti-Covid, nell’emiciclo si posizionano sindaco, assessori e il presidente dell’aula, Paolo Longhi.

Proprio quest’ultimo, in apertura di seduta, ha effettuato la comunicazione con cui è stata sancita, almeno da un punto di vista “geografico”, l’espulsione dalla maggioranza di Guarino: «Con l’ingresso del dottor Guarino nel Gruppo misto – ha spiegato Longhi – restava anche l’onere della valutazione circa l’individuazione dell’appartenenza del suddetto consigliere tra le fila della maggioranza o della minoranza, anche in considerazione della eventuale necessità di ricomporre la rappresentanza proprorzionale nelle Commissioni consiliari. L’indagine di fatto sull’atteggiamento in aula del capogruppo del Misto ha dimostrato una certa coerenza, almeno con l’intento di votare in piena autonomia tutti gli atti proposti da questa assise, dato questo, univoco, per poterne dedurre con certezza l’appartenenza del Gruppo misto allo schieramento di minoranza».

Processato e condannato, dunque: appena il Consiglio comunale potrà tornare a svolgersi normalmente, Guarino dovrà sedersi dalla parte opposta. Anzi, fosse per il sindaco, dovrebbe farlo già subito: «Meglio avere meno consiglieri, ma con le idee chiare». «Continuerò a votare secondo scienza e coscienza», la replica di Guarino.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *