La commissione Pari opportunità di Legnago ha proposto spunti di riflessioni sul Covid mediante un convegno

Mercoledì 9 settembre la commissione Pari opportunità del Comune di Legnago ha organizzato un convegno – moderato da Gianluca Grella – per riflettere sullo scenario causato dalla pandemia da Covid-19. «Obiettivo della serata – evidenzia Caterina Stella, presidente della Cpo di Legnago – è sensibilizzare la cittadinanza su un problema che non è ancora superato e sul quale è importante la prevenzione».

In apertura dei lavori è intervenuto il sindaco di Legnago, Graziano Lorenzetti: «Abbiamo vissuto un momento di grande difficoltà sul piano sanitario ed economico. Nel periodo più critico i punti più sensibili sul piano sanitario sono stati l’ospedale, la casa di riposo e i medici di famiglia. Per quanto riguarda l’economia – sottolinea il sindaco – non abbiamo ancora la percezione completa delle difficoltà causate dalla pandemia. Un aspetto positivo ha riguardato l’accelerazione sulle videoconferenze come modalità di incontro e di condivisione dei problemi», conclude il sindaco, che ha inoltre ringraziato gli operatori sanitari e la commissione presieduta da Caterina Stella.

La consigliere comunale delegata alle Pari opportunità, Cinzia Moretti ha evidenziato il carattere informativo della serata che ha l’obiettivo di offrire anche nuovi spunti per il futuro.

L’intervento più corposo della serata è stato di Pietro Girardi, direttore generale dell’Aulss 9 Scaligera: «Tra fine febbraio e inizio marzo – sottolinea Girardi – siamo stati travolti dalla pandemia, in quanto le nostre strutture non erano pronte ad affrontare uno scenario come quello che si è materializzato. Le difficoltà maggiori riguardavano il recupero dei farmaci per la sedazione dei pazienti in rianimazione. Attivando una rete di solidarietà con l’Azienda ospedaliera di Bolzano – prosegue Girardi – siamo riusciti a far arrivare questi farmaci. Ora, a differenza di qualche mese fa, siamo più preparati anche a riaffrontare uno scenario simile a quello di marzo. Nei prossimi giorni avremo infatti a livello nazionale la validazione di test rapidi autodiagnostici, in grado di fornire un responso entro 20 minuti. Inoltre, è stato sperimentato il test sulla saliva con ottimi risultati. Con l’arrivo dell’autunno temo tuttavia – continua Girardi – che negli ospedali se anche una sola componente del sistema sanitario non renderà, potremmo rischiare di affondare, perché al Covid si sovrapporrà l’influenza stagionale, a differenza della scorsa primavera, quando il periodo tipico dell’influenza stagionale si stava avviando a conclusione. Tra i lati positivi – conclude Girardi – la rete di volontariato formata dalla Protezione civile e da varie associazioni che si sono adoperate per aiutare le persone che si trovavano in situazioni di maggiore difficoltà, oltre ad una maggior consapevolezza dei sindaci del territorio di essere una comunità».

La seconda parte del convegno è stata dedicata ai riflessi della pandemia sulle donne che hanno subito violenza, in particolare tra le mura domestiche, e su quelle che hanno subito interventi legati a malattie oncologiche. «Il Centro Antiviolenza Legnago Donna” – sottolinea Franca Consorte, che da anni lavora presso il centro – offre supporto psicologico e legale alle donne che hanno subito violenza». «Dietro ai dati che vengono diffusi – evidenzia Consorte – ci sono appunto le donne, spesso con figli minori, che hanno vissuto situazioni di disagio. Le nostre operatrici inizialmente si sono trovate disorientate nel rimanere a garantire il sostegno psicologico nel periodo più critico. Successivamente abbiamo attivato un recapito telefonico cellulare, operativo 24 ore su 24, cui si rivolgevano le donne che avevano subito violenza. In una terza fase abbiamo cercato di sensibilizzare il territorio di riferimento sulla tematica della violenza nei confronti delle donne, soprattutto tra le mura domestiche».

Si sono trovate in una situazione complessa anche le donne che sono state operate di tumore al seno, come sottolinea Irene Donella, delegata dell’associazione “Cuore di Donna”. «Durante il lockdown la nostra sede è rimasta chiusa. Siamo comunque rimasti reperibili telefonicamente, e le donne che chiamavano ci chiedevano come accedere alle visite, in quanto venivano eseguiti solo gli screening più urgenti mentre le altre visite erano state sospese. Un aspetto critico è stata la sospensione della nostra presenza sul territorio – evidenzia Donella – in particolare nelle manifestazioni di carattere sociale e sportivo. Abbiamo attivato il progetto “Ricordati di te”, per fornire lo screening gratuito alle donne che non rientrano nella fascia d’età prevista dalla normativa regionale – spiega Donella. Inoltre è da poco partito il progetto “Cocktail in rosa del cuore” che coinvolge le associazioni dei commercianti, in particolare i bar, a cui abbiamo chiesto di organizzare dei momenti in cui vengono serviti cocktail (possibilmente rosa) per sensibilizzare i clienti in modo che si continui a mantenere alta l’attenzione sulla prevenzione».

Nella parte conclusiva della serata è stato dato spazio alle testimonianze delle realtà associative del nostro territorio (Associazione nazionale Alpini, Pro loco e Vivilegnago) che hanno operato durante il lockdown.

«I nostri volontari” – sottolinea il capogruppo degli Alpini di Legnago Maurizio Mazzocco – hanno collaborato con la Protezione Civile per la distribuzione porta a porta delle mascherine. Il dato più positivo sono state le 36 persone che non erano iscritte all’Associazione nazionale Alpini e che si sono proposte spontaneamente per essere utili alla nostra comunità in un momento molto difficile».

Il presidente della Pro loco di Legnago, Cesare Canoso, ha sintetizzato così l’intervento dell’associazione nel periodo più critico: «In una prima fase – evidenzia – ci siamo trovati di fronte ad un fondo da 6.000 euro da gestire, derivato dall’annullamento del “Carnevale di Mezza Quaresima”. Abbiamo dunque contattato l’imprenditore Tosano e abbiamo distribuito in totale 240 kit alimentari agli anziani residenti a Legnago e nelle frazioni, che rientravano tra le categorie di popolazione più a rischio durante il lockdown. Nella seconda fase abbiamo sostenuto le famiglie, in particolare con figli minori, che si trovavano in quarantena, mentre nella terza fase ci siamo attivati da un lato per la distribuzione dei buoni spesa e dall’altro abbiamo donato 150 panini al giorno al personale sanitario, sempre impegnato in prima linea nelle settimane più difficili».

Il presidente di Vivilegnago Nico Dalla Via ha evidenziato che «la situazione delle attività commerciali durante la pandemia era paragonabile ad uno scenario da immediato dopoguerra. I negozi di abbigliamento si sono trovati nella condizione di aver acquistato delle collezioni e di non poterle vendere. Nel commercio ciò che è perso oggi non si recupera domani. Ora la ripresa è lenta e siamo in una situazione ancora precaria. «Un nuovo blocco avrebbe conseguenze drammatiche – avverte – per il centro commerciale naturale della nostra città».

La serata si è conclusa con un breve momento di intrattenimento musicale del legnaghese Leonardo Maria Frattini.

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